
APD Pietro Micca: due chiacchiere con il Presidente, Giacomo Ubertalli
16/10/2025
A tu per tu con il Presidente di APD Pietro Micca, Giacomo Ubertalli
Buongiorno Presidente: è arrivato il momento di raccontarci la tua visione per questi anni alla guida di APD Pietro Micca. Quali sono i tuoi obiettivi?
Innanzitutto devo dire che non mi sento assolutamente all’altezza di fare il Presidente, però cerco di fare del mio meglio e sono onorato di avere questa possibilità!
Secondo me un Presidente deve lavorare su due piani: il primo è quello di mantenere l’ordinaria amministrazione e mandare avanti tutta “la macchina”, che, per quanto riguarda la Pietro Micca, è una macchina abbastanza complessa e che richiede tantissima attenzione a molteplici aspetti. C’è davvero un grande sforzo da questo punto di vista. Ma è anche un rischio questo, perché c’è un secondo piano su cui lavorare, che non deve essere fagocitato dalla quotidianità.
Sto parlando del piano dei sogni, della programmazione, altrettanto o forse più importante, anche se meno tangibile, perché significa disegnare il futuro di Pietro Micca per i prossimi anni, capire quali sono gli investimenti giusti da fare e in quale direzione muoversi. Quindi il compito di un Presidente forse è proprio questo: tenere un po’ la barra dritta, saper indirizzare tutti i suoi dirigenti, i tecnici ecc, non solo a concentrarsi sulla quotidianità, ma anche a guardare un po’ più in alto. In sintesi, gli obiettivi per me oggi sono volare alto e sognare, senza lasciarsi troppo prendere dalle cose da fare tutti i giorni, nonostante siano fondamentali per andare avanti.
Parliamo dei giovani: sono tanti i nuovi allenatori e tecnici che si stanno formando per far parte della vostra squadra nelle varie sezioni. Quanto punta la Pietro Micca sulla qualità dell’insegnamento ai più piccoli? Pensiamo in particolare alle ginnastiche, alla scherma, al nuoto…
Avendo fatto scoutismo per vent’anni, ho molto a cuore l’aspetto educativo e credo che Pietro Micca sia una piccola grande comunità educante. Lo sport è sicuramente un fattore di educazione: noi puntiamo a formare anche sotto questo aspetto i nostri tecnici ed a far sì che anche siano, nel loro piccolo, degli educatori; perché sono dei punti di riferimento importanti per i giovani e le giovani che intraprendono lo sport con noi. Anche perché non dimentichiamoci che li seguono per tantissimo tempo, diventano dei veri e propri “genitori e fratelli aggiunti” prendendoli da piccolissimi fino al raggiungimento dell’età adulta. Naturalmente il ruolo della famiglia di provenienza rimane fondamentale.
Dall’altro lato, oltre all’aspetto educativo, siamo molto attenti anche alla formazione dei nostri tecnici come uomini e donne di sport: puntiamo a far sì che siano formati e seguano i lunghi e impegnativi percorsi di formazione tecnica delle varie Federazioni, spesso affiancandoli al loro lavoro principale.
A questo proposito, non dimentichiamo il protocollo Safeguarding approvato nella primavera 2025, il nostro regolamento per la prevenzione e il contrasto ad abusi, violenze e discriminazioni sui tesserati.
L’impatto sociale che ha Pietro Micca sul territorio è più che evidente, da oltre 125 anni. Ora sono ben 40, tra uomini e donne, le persone che lavorano a tempo pieno o part-time presso la nostra Associazione, e in particolare le Responsabili delle singole sezioni sono tutte donne. Per non parlare delle persone che partecipano ogni giorno alla vita associativa in qualità di volontari. Raccontaci la tua visione di Pietro Micca, il suo essere “famiglia”.
Pietro Micca è sicuramente una grandissima famiglia, sì. Questo mi ha colpito molto, quando sono entrato in Consiglio ormai sette anni fa, quasi in punta di piedi. Ho iniziato a scoprire un po’ tutti gli aspetti, le sezioni, le persone e ho visto che ci sono veramente famiglie intere che sono iscritte alla Pietro Micca da una vita! Io non ho avuto questa fortuna, perché la mia famiglia ha frequentato altri ambienti, ma nel mio piccolo da una decina d’anni sono anche io parte della famiglia Pietro Micca.
A me la cosa che piace della Pietro Micca è che uno può decidere di farsi coinvolgere da 0 a 100 quanto vuole: magari, per una questione di fasi della vita che sta percorrendo, c’è chi si fa coinvolge 10, c’è chi si fa coinvolgere 50 e chi 100. L’importante è essere tutti un’unica squadra e marciare verso un unico obiettivo.
Tornando ancora al discorso del coinvolgimento di intere famiglie alla vita in Pietro Micca, è davvero una cosa importante: non solo sotto l’aspetto dei dirigenti e dei tecnici, ma anche perché le famiglie sono interamente coinvolte. I bambini e le bambine per esempio vanno a fare ginnastica o scherma e i genitori, nel frattempo, fanno fitness in palestra o nuoto e così via. Da questo punto di vista l’Accademia dello Sport ha consentito un salto di qualità in quanto tutte queste attività sono ora svolte sotto lo stesso tetto!
Quindi grazie alla nostra società tutta la famiglia può vivere lo sport: Pietro Micca oggi è e continua ad essere, a tutti gli effetti, un luogo di incontro e un luogo della Famiglia.